giovedì 23 dicembre 2010

Sei minuti

“Sei minuti!”. Una voce richiamò Fausto dai suoi pensieri: Milly Carlucci ballava una rumba con quattro ballerini abbronzatissimi e inespressivi, carne da macello esposta in bella mostra sul teleschermo, ma intanto il conto alla rovescia correva in sovraimpressione. “E allora un altro brindisi - disse Alfredo - Che il 2029 vi porti la serenità”. Bicchieri che si levavano, tintinnii e sorsi rumorosi.
Già, la serenità. Fausto pensò a quel giorno di 22 anni prima: era solo un ragazzotto depresso, un normale adolescente insoddisfatto. Pensò a Gianni, al suo racconto: era un grande affabulatore, Gianni, sapeva perfettamente come far presa su chi l'ascoltava. E sopratutto ogni suo gesto era un'impresa, ogni sua idea veniva considerata la migliore, ogni ragazza minimamente carina prima o poi passava dal suo letto. “Ho un segreto – gli aveva spiegato – Ho fatto un patto col diavolo”. Gli aveva creduto, lì per lì.
“Cinque!”. L'orologio non si fermava, e tutto intorno la festa non faceva altrimenti. Eleonora diede un altro sguardo alla danza sgraziata della soubrette e si lanciò nell'ennesimo rimpianto: “Ah, la televisione di una volta – commentò – Guarda Milly Carlucci: guarda com'è ridotta. E dire che era una che faceva tv di qualità”. Per un istante Fausto fissò la cugina e passò in rassegna la carriera della conduttrice cercando di individuare quale fosse il capolavoro del quale era stata protagonista. Non lo trovò, ovviamente. Ma soprattutto non gli interessava granché: pensava a quella notte del 2006.
Lui a letto. Alle pareti un poster di Nedved, la locandina de “La compagnia dell'anello”, una specie di gigantografia di Angelina Jolie in versione Lara Croft e la bandiera del Pci. Un ragazzo tutto sommato confuso, ma con una certezza: una strada per la felicità esisteva. Nonostante fosse in dormiveglia, ricordava perfettamente quasi tutto: l'invocazione del diavolo, la sua immagine che gli era apparsa nella mente, un contratto.
“Meno quattro!”. Eleonora continuava a esporre il suo improvvisato saggio di storia della televisione: “La fine è stata 'Passerissima'. Dico io: una che ha sessant'anni, con una carriera di quel genere alle spalle, come fa a sputtanarsi così? E poi, voglio dire, aveva appena fatto 'Ballando con le stelle': come fai a condurre una trasmissione di strip-tease in prima serata?”. Sarah non riuscì a trattenersi: “Sì, ma ricordi com'è finita? Cioè: ce la ricordiamo tutti la storia di Luca Giurato”. Fausto non riusciva ad appassionarsi. Anche perché, ecco, i suoi ricordi a un certo punto si fermavano.
Certo non rimpiangeva di avere dimenticato cosa fosse successo a Giurato. Però gli sarebbe piaciuto conoscere più nel dettaglio i termini del contratto: sapeva che aveva chiesto al demonio una carriera di successo e un tappeto di donne ai suoi piedi, ricordava che in cambio gli aveva promesso l'anima. E poi? Poi Satana aveva preteso che il contratto avesse una scadenza, che un 31 dicembre sarebbe morto tragicamente per discendere agli inferi. Già, ma il 31 dicembre di quale anno?
“Dai, ragazze, ne mancano tre”. Per fortuna Milly Carlucci aveva smesso di ballare, in tv un coro di bambini intonava l'ultimo successo di Miley Cyrus e il dibattito si era spostato sulla pancia di Dafne. Già si intravedeva un rigonfiamento: segno che il bambino sarebbe nato comunque, nonostante quel porco di Maurizio fosse sparito di fronte al no della ragazza a un aborto clandestino. Che se ne andasse a quel paese, Maurizio: vuoi mettere il rischio di far morire Dafne perché lui non voleva assumersi le sue responsabilità?
Neanche la sorte di sua figlia riuscì a distrarre Fausto dai suoi pensieri. Dai ricordi, quelli che gli erano rimasti: effettivamente subito dopo il patto tutto era andato per il verso giusto, anche se non poteva dire con certezza che fosse merito del diavolo. Si era diplomato con il massimo dei voti, e intanto aveva scoperto una vita sessuale incandescente. Poi si era laureato in Giurisprudenza nel giro di quattro anni ed era entrato, giovanissimo, in consiglio regionale. La scalata era stata inarrestabile: in pochi anni era stato parlamentare, poi due volte ministro e a 35 anni aveva dato l'addio alla politica per iniziare a fare lo scrittore. Ma la paura, quella no, quella non l'aveva lasciato.
“Due minuti!”. Quella voce di fondo, che interrompeva ogni minuto la trasmissione, era persino più fastidiosa di tutto il resto: se l'intenzione di Ottavio era segnare il ritmo della festa, beh, il risultato era davvero irritante. Era lì, in un angolo, parlava solo per dare il tempo. Forse aveva fatto un patto pure lui.
Fausto lo guardò e pensò che in fondo sì, poteva somigliare a lui. Beh, tranne il successo: Fausto aveva vinto due premi Strega, sfornava libri da un milione di copie vendute in tutto il mondo, quell'anno qualcuno aveva persino improvvidamente fatto il suo nome per il Nobel. Ma una cosa poteva accomunarli: quell'angoscia, quel silenzio, il rito di ogni San Silvestro. Si vide come dall'esterno: mentre gli altri festeggiavano, lui era lì, pensoso, per i fatti suoi. Aspettava la sua sorte, incerto sulla possibilità che l'anno fosse quello. Aveva persino smesso di andare a feste piene di gente, visti i risultati: lui, la più loquace delle persone che conosceva, a Capodanno si trasformava sempre in un orso. Odiava quelli che pretendevano di fargli una domanda, li odiava con tutto il cuore.
“E siamo a meno uno!”. Quell'indegno coro si era fermato: adesso la conduttrice presentava il numero che sarebbe partito prima della mezzanotte, il medley di Samuele Bersani che ci avrebbe traghettati verso il nuovo anno. Mentre il cantante enumerava i suoi propositi per il 2029 Alfredo si affrettò a tirare fuori dal frigo lo champagne.
Era questa, in fondo, la vittoria del diavolo. Dimostrargli che il successo non dà la felicità, che una grande carriera non l'avrebbe sollevato. Fausto sorrise: 22 anni prima, quella notte, si era persino illuso di potere scoprire se il diavolo esistesse o meno. Se non fosse morto, o se il successo non fosse arrivato, ne avrebbe avuto la certezza. Aveva perso la sua scommessa.
“Cinque”.
E forse il diavolo non esisteva davvero. Forse il successo era arrivato per caso, forse quella era soltanto la condanna che subisce la ragione quando non si affida a se stessa.
“Quattro”.
Del resto che bisogno aveva, il diavolo, di rispettare il patto? Un'anima che si rivolge a Satana non è forse per ciò stesso dannata?
“Tre”.
Avrebbe cambiato stile di vita, ecco cos'avrebbe fatto: non aveva più senso aver paura della morte, non aveva più senso credere in quelle idiozie adolescenziali.
“Due”.
Se un giorno fosse morto, beh, almeno sarebbe morto felice. Sarebbe morto con la soddisfazione di avere toccato il cielo.
“Uno”.
Cosa importava, in fondo, quale fosse la via che l'aveva portato al successo? Lo sapeva già prima, mentre invocava il demonio, di avere un'intelligenza superiore alla media.
“Auguri!”.
Un colpo sordo risuonò nella stanza. Il tempo sembrò fermarsi.

Questo blog chiude i battenti per una decina di giorni. Buon anno e, per chi ci crede, buon Natale. Prossimo racconto il 3 gennaio.

29 commenti:

  1. Per il momento me lo tengo da parte come lettura per le vacanze.
    E intanto ti faccio tantissimi auguri per un 2011 felice. :D
    Ciao!

    p.s. dispettosa verifica parole: è venuto fuori BELAVA, a me che odio l'essere gregge... belava a chi? :-))))

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  2. Ci si vede nel 2011!
    Salvo imprevisti, certo... :)

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  3. Bello bello complimenti e buone feste

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  4. Sei affascinato dal lato oscuro, eh? E questo rende i tuoi racconti molto affascinanti... Buone feste!

    (P.s. Ho in preparazione qualcosina...)

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  5. Alloraauguri per un 2011 di racconti. Sempre che non sia il 31 dicembre giusto... ;)

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  6. auguroni Silas!!! ci rileggiamo il prossimo anno. dopo il commento di web runner, ti consiglio una toccatina....
    :-)

    ps:secondo me, milly carlucci, nel 2029 avrà si e no 90 anni....

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  7. Beh, in effetti, mica hai tutti i torti (e lo dico anche a G9)... (comunque Milly Carlucci nel 2029 avrà 75 anni... mica scriviamo cose a casaccio ^^)
    (Sì, Ale: tutti hanno un lato oscuro, e metterlo a fuoco mi piace... aspetterò la cosa che stai preparando ^^)
    Zio, perdona loro, perché non sanno quello che fanno... (grazie Ernest, buon anno a te).

    Buon 2011, ragazzi.

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  8. Auguri di cuore Silas...bellissimo racconto, come sempre...comunque non è che per caso anche tu hai fatto qualche strano patto col buon Mefistofele per fare dei racconti così vero:)?

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  9. Racconto sul serio da brividi. Buone Feste, allora!

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  10. Bella storia, ma io avrei aggiunto qualche scimmia, un bambino senza le gambe e un cane parlante con la "erre" moscia in grado di bestemmiare.
    O Bondi, in alternativa.

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  11. Credo nella forza dei blogger....per questo buone feste, e a rileggerci.

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  12. Auguri di cuore Silas e buone feste a tutti !!!!!!!

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  13. Bella idea. Racconto godibile.

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  14. non dirmi che alla fine è morto con un tappo di spumante piantato in fronte.
    bravissimo, non so dove ti sia venuta l'ispirazione ma 'passerissima' sarebbe davvero una genialata.
    buon anno silas

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  15. Ti lascio i miei auguri, Silas, per un nuovo e proficuo anno di soddisfazioni personali.
    Un bacio da me e da Caterina Belgrano
    Marilena

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  16. Ecco, l'ho letto oggi, chè mi pare appropriato, come dire! Stasera eviterò di star sulla traiettoria degli stappatori di spumante (e anche di portarmi dietro una 9mm).
    Auguri per un 2011 migliore del 2010! :)

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  17. eccomi per gli auguri... buon 2011!

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  18. Ciao, nell'augurarti un buon 2011 invito te e i tuoi lettori a votare i migliori film ed attori del 2010.

    CLICCA QUI PER VOTARE

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  19. Ti auguro un buon 2011, che porti solo cose positive!
    :)

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  20. @Amos: odio la spam. Soprattutto copincollata.
    @Ernest: grazie mille, tanti auguri a te ^^
    @Charlie: grazie mille, ci vuole. (E sì, evitare di stare sulla traiettoria è sempre un buon consiglio)
    @Marilena: buon anno, e, mi raccomando, estendi i miei auguri a Caterina.
    @Ady: No, non so come finisca la storia. Io sono contrario ai sequel; anche ad immaginarli :p (se vuoi saperlo Passerissima nasce dalla mia dislessia e del carattere piccolissimo del televideo)
    @Davide: grazie, buon anno.
    @Leucò: buon anno a te, e visto che non hai un blog te li faccio qui: che sia un 2011 pieno di storie da raccontare.
    @Kylie: grazie mille, prendo soprattutto il relax. Auguri
    @Stefania: Grazie mille, auguri a te.
    @Alligatore: Auguri, a rileggerci.
    @Emix: sono d'accordo, ma non hai considerato Walter Gropius.
    @Adriano: Grazie mille, buone feste a te.
    @Martina: Auguri (e scusami per essermi fatto vivo di rado, nell'ultimo periodo; rimedierò)
    @Br1: dire "non ricordo" potrebbe sembrare una parziale ammissione. Dirò che spero di no, ecco :)
    (e poi non è che 'sti racconti siano granché; per la mia anima come minimo vorrei il Nobel, come il protagonista)
    (Nota per il diavolo, qualora esistesse: questo commento non costituisce titolo a presentarsi con un contratto né tantomeno un'accettazione implicita di alcunché).

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  21. Eccerto ci vuole pure la vacanza di 10 giorni, si capisce...
    Vabbhè va, auguri caro Silas ;)

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  22. Certo che ci vuole :)
    Buon anno, Maraptica.

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  23. sei stato molto bravo e dico poco ...
    goditi le vacanze e torna con un altra storia!!!!!

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  24. Meravigliosa.
    Non c'è altro da aggiungere.
    La tua fantasia è inaggettivabile.
    Ho solo una curiosità: perchè ha optato per la scrittura?

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  25. Cincin, G9 :)
    Grazie, Marianna :)
    Perché la scrittura? Non ce lo vedo un protagonista che abbandona la politica per fare, chessò, il chimico ^^ (troppobuona, Eva)

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