giovedì 21 ottobre 2010

Pastoriana

Oggi questo blog diventa internazionale. Direttamente dal Brasile, dove è emigrato per gestire meglio l'import-export di prostitute pre-adolescenti, ecco a voi borges.

Il sogno e la realtà sono due piani che di solito viaggiano in maniera separata, rarissime volte si incrociano e il loro urto è così atrocemente splendido, che sono le cose che ricordiamo meglio nella nostra vita.
La prima ragazza che baci e ti porta in camera sua, la volta che conosci il tuo artista preferito, il giorno della laurea oppure quando apri l'attività che avevi sempre voluto.
Sono alcuni esempi di sogni che passano da un piano all'altro, urtano nella realtà e lasciano il segno nelle nostre vite , nelle nostre menti.
Poi esistono anche sogni meno alti, almeno così vorrebbe far credere la gente. Quelli di un bambino per esempio, il sogno di un giocattolo, di avere un amico, di assistere a qualcosa di eccezionale e dire "io c'ero".
Crescendo i sogni cambiano appunto, o forse li facciamo combaciare solo con le necessità, come il sogno di una casa. Sono convinto, però che i sogni fatti da bambino siano i sogni più puri e belli.

Totuccio come tanti altri aveva preso la malattia del pallone, anzi diciamo che gli era stata trasmessa da suo padre. 5 anni e già una sciarpetta rosanero al collo, tolto dalla tavola domenicale, quella con i manicaretti più buoni, per andare a vedere una partita di calcio.
Detto così però è riduttivo, meglio dire l'evento della partita, perché così comprendiamo anche il pre ed il post. Il pre con l'arrivo davanti allo stadio. All'epoca per arrivarci si passava da una casbah fatta di venditori ambulanti di qualsiasi tipo di cibaria strettamente palermitana, altro che fast food, street food in pietra. Questo faceva sì che scattasse la chiacchiera con il vicino, tra una birra ed un panino, per lui solo gazzosa, sulle aspettative del giorno, sull'intero campionato e sui giocatori. I giocatori che in fondo rappresentavano tutte le gioie e le delusioni della settimana. Per questo un brocco veniva massacrato e per lo stesso motivo un campione veniva esaltato. Rappresentanza fisica di gioia e dolore, vittoria e sconfitta. Il post partita era la risultante, Totuccio viveva in una perenne esaltazione in caso di vittoria e nella depressione più atroce per un'imprevista sconfitta.
Totuccio iniziò la sua avventura di tifoso nei primissimi anni '80, a quel tempo ben pochi appartenevano alla categoria campioni, solo gente come Montesano e Vito Chimenti, quest'ultimo inventore della "bicicletta", quel modo di far passare la palla sopra l'avversario prima mettendola fra le gambe e poi con un colpo in stile pedalata con il tacco far sì che la palla parta dalla propria schiena e superi l'avversario davanti a noi. Ma anche Gaetano De Rosa, indimenticabile bomber che ballò sotto il Monte Pellegrino per un'indimenticabile stagione.
Insomma, da tifoso del Palermo, non aveva abbondanza di campioni, però li poteva sognare, se non nell'immediato almeno per il futuro.
Ora sapete bene che i sogni raramente si avverano, se no, non sarebbero sogni ma obiettivi normali della vita. Cioè ci deve essere il pathos, l'attesa incredibile, il mangiarsi le unghie, l'aspettare l'alba. Se no sarebbero normali pratiche quotidiane.
Totuccio, dopo 28 anni d'attesa, lo ha visto realizzare il suo sogno. In una domenica normale, in un Palermo-Bologna, ha visto la conferma arrivare in una busta notarile con ceralacca e sigillo regale. Nel Palermo, nel suo Palermo, ha visto giocare il più grande campione di questi nuovi tempi, Javier Pastore.
L'espressione dei suoi sogni da bambino, il giocatore che prende palla e sfidando le leggi fisiche sull'attraversamento dei corpi, riesce a passare tra tre, quattro o cinque avversari, il piede che appena vede una palla la scaraventa con inusitata leggiadria e precisione nel "sette" avversario. L'eroe che sconfigge i nemici e porta gloria al nome di Palermo e ai suoi colori.
Ed è un sogno, perché rispetta le regole dei sogni dove tutto deve essere eccezionale, Totuccio pensava che fare determinati atti era impossibile umanamente, il sogno avverato, gli ha portato il gesto e gli ha mostrato la via verso una piccola felicità.
Ora, Totuccio ha un sogno in meno da realizzare ed uno realizzato da cui godere appieno.

10 commenti:

  1. emigrante o in contumacia ? questo borges punta in alto !

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  2. No, credo che il mandato di cattura a suo carico sia stato ritirato dopo l'archiviazione del processo.

    Ma magari l'interessato, se dovesse fare un salto da queste parti, potrebbe darci qualche delucidazione.

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  3. La delucidazione la vuole sul vetro davanti o sul lunotto posteriore?

    Comunque sono in Brasile perchè...
    ho dimenticato il perchè, si vede che non era importante.

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  4. umm come fa a civabarsi in Brasile che il pollo è carissimo? Sono molto preoccupata per la sua nutrizione. Spero sia una copertura sul suo lavoro vero, non mi piacciono molto i magnaccia anche se scrivono bene :-S

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  5. Il pollo caro?? Avrò sbagliato zona.

    Comunque qua abbiamo un rito strano , ci riuniamo ad adorare il dio fuoco e la cerimonia la chiamiamo "churrasco"

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  6. (Fate come se questa bacheca fosse vostra, eh? Mica c'è una tassa, per gli abbordaggi. Anzi sì, per borges sì, ché già mi deve qualcosa per un altro blog)

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  7. MI scusi gentile signorina, qua tagliamo la carne a pezzi da 25 kg, braciolina mi sa di offesa. :D

    Silas tranquillo, i tuoi esattori sono qua, bevono e mangiano, prima o poi te li rimando

    E comunque non postare mai cose del genere, quando si gioca lo stesso giorno una partita.

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  8. Ah, cioè, fammi capire: adesso la colpa è mia se il Palermo ha perso e quello di cui parli tu si è fatto espellere?

    Comunque mi permetto di spezzare una lancia in favore del churrasco. E' universalmente riconosciuto come una delle prove ontologiche dell'esistenza di Dio.

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  9. Naturale, secondo te perchè non si gioca mai la bolletta con la squadra per cui si tifa?

    Per le prove ontologiche, di solito arrivano verso la 15esima birra e l'ultimo pezzo di picanha

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