lunedì 4 ottobre 2010

Baggio e la fragola

Quel giorno me lo ricordo perché la scuola era finita e il mare era calmo e lungo lungo e l’orizzonte manco si vedeva, perché di pomeriggio avevo mangiato un gelato gusto puffo e io non lo sapevo che con i puffi ci facessero i gelati e perché i miei genitori erano partiti e avevo invitato tutti a casa mia.
Erano presenti:
Gigi, campione cittadino di sputo in lungo e tre volte recordman del mondo di corsa in via Piave;
Ugo, figlio del proprietario del bar Collica che mi faceva lo sconto sui gelati e per l’appunto aveva inventato il gusto puffo;
Andrea, campione di apnea che io tenevo sott’acqua e cronometravo e una volta era riuscito a stare così 4 minuti e 32 secondi;
Giuseppe Caccetta detto “Butragueño”, calciatore di altissimo livello che una volta aveva fatto anche un provino per il Lecce e che sicuramente prima o poi avrebbe giocato in serie A;
Giuseppe Livolsi, poeta decadente e magrolino che a scuola si metteva sempre a piangere e non si vergognava nonostante avesse ormai quattordici anni;
Filippo, impennatore invidiatissimo e specialista nelle modifiche del motorino;
Anna, che del calcio non gliene fregava niente ma era sempre lì con noi perché in fondo sperava che Gigi si accorgesse di lei;
George, palla di pelo nero ammassata vagamente a forma di gatto e degradata al ruolo del tifoso avversario per un’omonimia sospetta;
e naturalmente io, mangiatore di peperoncini professionista e organizzatore dell’evento.

Durante la partita si manifestarono i seguenti fenomeni:
sei maldestri tentativi di Anna di farsi notare da Gigi e forse un poco toccare;
un’irruzione della signora Enza, quella del secondo piano, che aveva pensato di venire a chiedere se avessimo bisogno di qualcosa proprio nel momento del gol di Amunike, con successivo allontanamento della vicina fra gli improperi degli amici;
una crisi di pianto di Giuseppe Livolsi per l’imminente eliminazione dell’Italia dal mondiale;
due tentativi di fuga del gatto George, curiosamente coincidenti con il gol della Nigeria e con l’espulsione di Zola, e altrettante catture del fuggitivo;
una gara di sputi in giardino fra il primo e il secondo tempo, con contestatissima vittoria di Ugo e conseguente cessione della cintura di campione cittadino, simboleggiata provvisoriamente da un pezzo di spago che avevo trovato nel ripostiglio;
tre birre rovesciate sul tappeto del soggiorno, due tentativi di rimediare al danno e una resa incondizionata al cazziatone di mia madre che non doveva nemmeno sapere che i miei amici erano venuti a vedere la partita ma ormai tanto avrebbe ascoltato un’approfondita testimonianza della signora Enza;
ma soprattutto a un certo punto accadde che, quando la partita sembrava finita e il mondiale pure, Mussi entrò in area dalla destra, saltò un difensore alla meno peggio e la passò a Roberto Baggio, che, io lo so perché lo notai in diretta, al centro dell’area caricò il destro e guardò un punto nel cielo e poi la mise lì, vicino al palo, alle spalle di Rufai.

A quel punto la stanza si trasformò in una bolgia: incominciammo a cantare e a sognare di vincere il mondiale, a pensare che un giorno anche Giuseppe Butragueño l’avrebbe vinto, a dire che non era vero che Roberto Baggio sarebbe stato meglio lasciarlo a casa, e intanto ci abbracciavamo tutti e bevevamo e saltavamo e speravamo. Anna cercò di approfittare della confusione per saltare addosso a Gigi, che però a quanto pare non era interessato e reagì spostandosi e facendola cadere a terra, e allora tutti scoppiammo a ridere e Anna diventò rossa rossa e io pensai che in fondo Anna era carina e non era giusto per niente. George, invece, fu più fortunato: mentre quasi nessuno badava a lui fece uno scatto da centometrista, eluse la presa di Andrea e andò a infilarsi sotto un letto, dal quale uscì miagolando intorno alle 3 del mattino, quando decise che la notte era finita. Povero George: il pareggio dell’Italia, in fondo, doveva essere stato una grande delusione per lui.
Insomma, la partita scorreva veloce, e quando sembrava che dovessero arrivare i rigori come contro l’Argentina quattro anni prima l’altro Baggio s’inventò un pallonetto e fece arrivare la palla a Benarrivo vicino alla porta, e quello si buttò per terra lungo lungo e l’arbitro che sembrava ci odiasse decise di fischiare il rigore. Roberto Baggio segnò, e fu festa per tutti: Filippo espulse tutte le bollicine della birra in un rutto lunghissimo, Giuseppe Livolsi scoppiò a piangere per la felicità, Ugo agitò la cintura di campione cittadino di sputo come un lazo, Giuseppe Butragueño iniziò a palleggiare con una lattina di birra vuota e io abbracciai Gigi ma mi ritrovai in mezzo fra lui e Anna.
Anna arrossì, perché Anna questo sapeva fare. Poi, quando se ne erano andati tutti e anche lei era sulla porta, mi chiese scusa, e io le dissi che in fondo non ci faceva niente, e che non doveva pensarci, che Gigi era fatto così ma lei non doveva stare giù perché era una ragazza molto carina, e giù una montagna di parole e di rassicurazioni e di battute idiote. Poi l’abbracciai, perché non volevo che avesse quella faccia triste.
E insomma, quel giorno me lo ricordo perché la scuola era finita e il mare era calmo e lungo lungo e l’orizzonte manco si vedeva, perché di pomeriggio avevo mangiato un gelato gusto puffo e io non lo sapevo che con i puffi ci facessero i gelati, perché i miei genitori erano partiti e avevo invitato tutti a casa mia e perché le labbra di Anna sapevano di birra, di pizza e di caramella alla fragola. E a me la fragola mica piaceva.

15 commenti:

  1. Lieto fine :-)))))))))))

    (Ma allora si può!!!!!! E non rompere...Fa niente se non ti piaceva la fragola...E' un lieto fine comunque!)

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  2. Certo che si può. (E poi, certo, questo è un lieto fine... se non mi consideri lieto questo finale davvero non so cosa scriverti, eh?).

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  3. Aspetta...Forse non sono stata abbastanza chiara: cavolo sì che questo è un lieto fine!!! Eccome se è un lieto fine! Bellissimo tra l'altro ;-)

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  4. ma questo è un lieto fine solo dal punto di vista del protagonista. non sappiamo se anna lo volesse veramente baciar... ma ad anna il protagonista piaceva o lo ha fatto per ripicca? sarebbe un lieto fine se ad anna smettesse di piacere gigi.... ;-)

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  5. Oh, ma siete proprio incontentabili, eh? Anna e il protagonista rimasero insieme molto a lungo, cioè per tutta l'estate che a 14 anni è un'eternità. Di Gigi Anna si dimenticò ben presto, come succede a quell'età.

    E sì, Giuseppe Butragueño vinse un mondiale.

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  6. Mah io mica lo vedo come lieto fine va là...a lui non piace la fragola! Poteva mangiar mica la caramella gusto menta, la Anna? E comunque la signora Enza se fa la spia è una stronza di prima categoria! Gnè gnè gnè!

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  7. (Mica lo sapeva Anna che avrebbe baciato il protagonista. E mica lo sapeva che a lui non piaceva la fragola. E comunque, tengo a precisare, l'Italia quel mondiale lì non lo vinse, quindi un pezzo del lieto fine non c'è).

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  8. Ah... Si scoprono gli altarini allora!!!! Mi sa che ti toccherà riscriverci un racconto che sia a lieto fine a 360° altrimenti... ... ... Altrimenti... Altrimenti niente... Ce lo scriverai un giorno? Per favore?!?

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  9. L'unione dei nomi Gigi ed Anna mi da l'orticaria... Meglio che sia andata così! :D

    E dio benedica il calcio e le bolge casalinghe dei mondiali dove succede sempre di tutto e di più!

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  10. tre birre rovesciate?? ma no, che spreco!

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  11. E' vero, G9. Ma non possiamo nulla contro l'entropia.

    @rospo: dici così perché non conosci il nome del protagonista. Potrebbe chiamarsi Gigi anche lui.

    (E no, onestamente mica ci avevo pensato a quella coppia lì).

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  12. Ma cosa c'entra Roby Baggio??

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  13. Niente. E' solo il deus ex machina che ha cambiato la sorte di quei due ragazzi.

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