giovedì 4 novembre 2010

Un amore di plastica

Anche oggi un'ospite assai gradita, ma questa volta senza duelli. Ecco a voi CharlieB.

Bicchiere di plastica rosso in mano, la ragazza aveva lo sguardo fisso.
Intorno a lei i soliti auguri, abbracci, carte scintillanti accartocciate per terra, risate fredde ed abbracci inconsistenti. La solita messinscena della festa. Confezionata come tutti gli anni. Mascarpone. Spumante. Chinotto. Tanti tovaglioli, piattini e bicchieri rossi. Lo scambio dei doni, degli auguri. E poi via, ognuno nella propria tana.
Ma lei non aveva energia sufficiente per il teatrino. Era lì seduta, il regalo ancora impacchettato ai suoi piedi, aveva solo brindato insieme agli altri, imbastendo un sorriso. Un sorriso avvelenato.
Era per colpa loro se si era ritrovata a quel punto. Tutto era iniziato lì. Quando, senza immaginare a cosa sarebbe andata incontro, aveva accettato quella nuova mansione. Era questione di pochi minuti. Non tutti i giorni. Sì. Aveva detto sì. Senza saperlo aveva scelto una deviazione dalla propria via maestra.
E aveva conosciuto questo fanciullo dagli occhi blu profondi quanto il mare. Timido, di poche parole, ma con uno sguardo che la faceva sognare. E aveva dimenticato all'istante quel che era fino a poco prima. Non era più la stessa. Il solido io, fondato sull'affetto per il suo compagno, la certezza di volere una famiglia con lui, l'incapacità di vedersi senza di lui, quell'io trasformato in un'enorme lastra di ghiaccio, pronta a sciogliersi ad un cenno di quel giovane uomo.
E più non accadeva nulla, più fremeva, lei. Ormai affamata di una conquista. Quella conquista. Ma nulla accadeva. Impossibile. Lei non poteva non averlo. Sicura di sé, piena di ammiratori, non poteva non ottenere la sua attenzione.
E, messa alle strette da quella pulsione che non sapeva più come smorzare, al bivio dell'arrendersi all'evidente disinteresse o il rinnovare con astuzia l'approccio, scelse la seconda opzione. Anche in questo caso, non sapendo che la scelta era la prima crepa alla lastra della sua quotidianità.
Decise di riprovarci, conquistandolo attraverso l'amico. Un bell'uomo, sposato e padre di famiglia. Alla mano, simpatico, brillante. Lo invitò a bere un caffè prima di andare a lavorare. Per curiosare sull'altro, sulla sua vita, i suoi amori, il perché fosse così ritroso. E dopo quel primo incontro mattutino, ce ne fu un altro. E poi un pranzo. E sì. Venne a sapere tutto quel che voleva sapere. Il giovane bello e impossibile non era interessato. Era troppo grande lei. Troppo esuberante. Troppo per lui.
La delusione ci fu. Meno del previsto. Ché la complicità, l'allegria, l'intimità, la confidenza nate con l'amico avevano iniziato una devastante ragnatela sul ghiaccio. Ormai non poteva trattenersi dall'incontrarlo, dal raccontarsi a lui, dall'ascoltarlo.
Di lì all'incontro fatale il passo fu breve. Bastò il non vedersi per la pausa estiva per renderli smaniosi di rivedersi.
E non ci fu più ghiaccio, ma un lago di spruzzi, avvolgimento, cerchi d'onde che tutto coprivano. Quel che c'era prima, non c'era più. Quel che avevano era tutto ciò che potevano avere. Quel che avrebbero potuto avere sarebbe rimasto cristallizzato nei loro desideri. La realtà non si era disciolta. Le famiglie non avevano da essere intaccate dalla loro bolla di felicità. Preziosa e da godersi fintanto non fosse esplosa per un fremito imprevisto, illegale.
La ragazza strinse il bicchiere di plastica rosso fino a romperlo con un secco rumore. No. Non poteva permettersi di affezionarsi, di osare più del lecito, doveva accontentarsi. E già sapeva che quelle feste sarebbero state infinitamente lente a passare. E già sapeva che era troppo tardi.

9 commenti:

  1. questo racconto mi è piaciuto assai...

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  2. 1) Credevo di esserci, adesso ci sono.
    2) Racconto bellissimo.
    3) Sono qui passando dalla Nana.
    4) Mò vado a leggerla; dovrò commentarla, sennò diventa isterica, ricorda d'essere una santa (cazzara finché vuoi, ma sempre santa) e massacrerà chi non commenta 'volontariamente'.
    5) Pensavo fosse questo il Suo post, e mi era venuto il dubbio che lo avesse copiato da qualche romanzo d'appendice (non so cosa vuol dire, ma suona bene).

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  3. uhm... diffidare sempre delle lastre di ghiaccio!

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  4. Lo sapevo: la santa cazzara mi ha santo cazziato.
    Letto con più calma il racconto è ancora più bello!

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  5. Grazie a tutti! Anche al gattonero capitato per sbaglio! :)

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  6. racconto amaro, ma molto bello.

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  7. Racconto bello, ma molto amaro... Scherzo! In realtà non l'ho letto, ma non nel senso che non l'ho letto, nel senso che l'ho proprio visto, come un film... Forse l'ho anche un po' toccato. Bravissima Charlie

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  8. Bello bello questo racconto!

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  9. Bravi. Vedo che in un giorno di mia assenza vi siete autogestiti. Grazie a tutti per essere passati :)

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